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GROTTE |
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La natura fortemente carsica del massiccio del Monte Cairo ha determinato lungo le numerose dorsali la formazione di numerosissime grotte, alcune delle quali suggestive per la loro imponenza, tutte famose per leggende e storie che le vedono protagoniste.
La particolarità infatti che le accomuna è l'essere state abitate quasi tutte: dalla più lontana preistoria fino alla seconda Guerra Mondiale sono state impiegate come abitazioni troglodite, eremi per monaci ed asceti, stalle per armenti, nascondigli di briganti, ricovero di sfollati, rifugi antiaerei, depositi di armi, ospedali militari.
La profondità massima, sia in verticale che in orizzontale, non supera i cinquanta metri e ciò permette una visita in tutta sicurezza. All'interno le concrezioni calcaree spesso formano in pur brevi tratti singolari formazioni, come l'acquasantiera di La Cupa o il Balconcino di In Paura. Alcune come L'Inversa sono oggi tana di un branco di lupi mentre altre sono ciò che resta di falde acquifere ormai in secca (Grotta del Cane), alcune infine mostrano ancora le tracce di mura aggiuntive con le quali l'uomo moderno le ha trasformate. In vere e proprie abitazioni come quelle dell'Abate e di Varciosa, quest'ultima ancora fornita di porta.
Molte sono ancora "abitabili" nel senso che vi si può trascorrere la notte in bivacco. Affascinante infatti è girovagare tra questo gruppo di monti passando dall'una all'altra grotta e rivivere per qualche giorno la vita antica utilizzandole come rifugio.
Agli appassionati di speleo ricordiamo le due grotte Zompo lo Zoppo e Buco Marcello, maggiori informazioni sul sito del Gruppo Speleologico Guidonia Montecelio. |
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